Come evitare l’azzardopatia? Non eliminando completamente la pubblicità

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La notizia di questi ultimi giorni è quella per cui il governo italiano ha deciso di eliminare la pubblicità sul gioco d’azzardo, l’obiettivo è quello di diminuire il numero di giocatori patologici in Italia. Colgo l’occasione per fare il punto della situazione e fare alcune mie proposte che spero aiutino concretamente e diminuire il fenomeno dell’azzardopatia.
Cerco come mio solito di fare delle analisi oneste e basate sui fatti oltre che sulla mia profonda conoscenza del settore.

Eliminare completamente la pubblicità senza fare nessuna distinzione? Un errore.

Da quanto emerge l’intenzione è di eliminare completamente la pubblicità sul gioco d’azzardo, ma credo che questo sia un grave errore. Se non si inseriscono dei paletti, se non si concede agli operatori di potersi muovere di fatto viene smontato tutto il lavoro importante che AAMS ha costruito nell’ultimo decennio.

Il modello italiano è esemplare nel mondo

Proviamo a fare un po’ di storia, dal 2008 circa in Italia si è regolamentato con precisione il gioco d’azzardo ivi compreso quello online e, anno dopo anno, AAMS è riuscita a creare un modello che è diventato il punto di riferimento nel settore giochi nel mondo. Tra le varie eccellenze che abbiamo in Italia c’è anche quella di aver saputo creare un sistema centralizzato di gestione dei giochi per assicurarsi che siano legali e monitorati a livello centrale da AAMS.
Con questa nuova regolamentazione si sono avuti molti benefici: il gioco è diventato legale ora ed è gestito dalla Stato italiano sottraendo così milioni di euro al mercato nero e alla criminalità organizzata.
Non solo, con fatica AAMS è riuscita a costringere tutti i maggiori operatori internazionali ad acquisire una licenza italiana e a pagare su ogni singola transazione di gioco una tassa.
Sono tutti soldi che prima andavano nelle mani delle mafie o di operatori internazionali che magari avevano una licenza in qualche paradiso fiscale.
Ora, anno 2018, le cose sono cambiate radicalmente. Sono a contatto con migliaia di appassionati di scommesse sportive ogni giorno e vedo che con piacere il gioco “Made in Italy” piace, per due motivi principali: l’utente si sente più sicuro a giocare su un centro scommesse o un sito web legale e inoltre sa che i soldi che gioca rimangono in territorio italiano.
In realtà, purtroppo, non è perfettamente così, ne parlerò tra poco quando indico i miei suggerimenti per migliorare ulteriormente il sistema di gioco in Italia e limitare al massimo l’azzardopatia.

Senza pubblicità ci sarà il collasso del sistema gioco italiano

Se sì elimina, senza nessuna regola, senza nessuna distinzione, senza nessun paletto la pubblicità semplicemente il sistema di gioco in Italia collasserà.
Nessun operatore sarà più interessato a stare in Italia, inizieranno tutti quanti ad andarsene a partire da quelli che hanno la loro attività prettamente online.
Come sappiamo infatti ci sono alcuni operatori che lavorano prettamente online, come possono campare se non possono fare pubblicità?
Sappiamo che “la pubblicità è l’anima del commercio” come pensa il governo che un operatore che magari ha investito milioni di euro per diventare legale riesca a campare se non può fare pubblicità?
Normale che chiuda. Quello che succederà è che quindi si farà un passo indietro si tornerà con i cosìdetti siti .com, quelli illegali. Gli utenti ricominceranno ad usare account fittizi ed andare in mano al mercato nero che venderà dei prestanomi per aprire conti stranieri. A quel punto lo Stato italiano non avrà più controllo sui giocatori, non riuscirà AAMS a tracciarli, non ci saranno entrate per l’Italia e allo stesso tempo l’azzardopatia aumenterà. Semplice, se non ci sono regole, se si gioca su siti illegali allora ci si farà del male. In Italia ci sono dei limiti di gioco molto ben impostati, sui siti stranieri questi limiti non ci sono. Quindi se l’obiettivo è diminuire l’azzardopatia, cosa su cui con come si sfonda una parta aperta e chi mi conosce lo sa benissimo, eliminare del tutto la pubblicità lo reputo un errore madornale.

Azzardo meno grave di altre dipendenze come fumo e alcool

Faccio altre considerazioni a livello di analisi, poi offro alcune mie soluzioni per aiutare il governo a migliorare la loro proposta.
Si dice che l’obiettivo è quello di fare un qualcosa simile a quanto accaduto per le sigarette. Si dice che il consumo di sigarette in Italia è diminuito. Purtroppo rimangono solo dei “si dice”. Se parliamo di dati alla mano facendo riferimento alla più importante istituzione che abbiano in Italia, l’ISS, Istituto Superiore di Sanità possiamo vedere che il fumo non è diminuito, ma è aumentato.
Ecco qui il link al comunicato stampa dell’ISS di 30 giorni fa circa, 31 maggio 2018, si legge: “numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni)“.
Ci sono 500.000 fumatori in più nell’ultimo anno, eppure la pubblicità sul fumo è vietata.
Non solo, se parliamo di fumo di sigarette dobbiamo per forza di cose introdurre anche il consumo di Cannabis. In Italia i consumatori di Cannabis nell’età compresa tra 15 e 64 anni è del 36.6% linko a Wikipedia che a sua volta vi portera alle fonti ufficiale.
Non mi sembra che ci sia pubblicità sulla Cannabis.
E non parliamo della cocaina che ormai sembra di uso comune in Italia.
Andiamo avanti.
Altra cosa su cui bisogna ragionare: come mai si vuole eliminare completamente la pubblicità sul gioco d’azzardo mentre non si è pensato di eliminare quella sugli alcolici? Perché continuano a girare a spot su vini, amari, grappe ecc? Magari perché in Italia il 75% degli italiani consuma alcool?
O magari perché il 21,4% di italiani consuma ogni giorno una bevanda alcolica (qui linko i dati Istat).
Da notare che malgrado la pubblicità stia comunque diminuendo il numero di adolescenti che usano l’alcool dal 29% al 20,4%.
Sapete poi rispetto a questi numeri in doppia cifre per italiani che usano alcol e droghe quanti sono gli utenti italiani che hanno un conto gioco attivo? Solo 2,2 milioni, meno del 5% della popolazione. Per quanto concerne i dati sul giocatore patologico linko la fonte AGIMEG sulla classifica delle maggiori dipendenze in Italia dove viene riportato il dato di 400.000 persone secondo il CNR (mi sembra comunque elevato, probabilmente è difficile scindere da giocatore abituale e giocatore patologico). Se facciamo riferimento di giocatori in carico al GAP (gioco d’azzardo patologico) sono 12.300 nel 2017.

Insomma con i dati alla mano possiamo dire che:
– fumo, droghe e alcol sono i veri problemi in Italia su cui dovrebbe andare l’attenzione primaria
– manca la correlazione tra pubblicità e consumo

Quindi togliere del tutto la pubblicità sul gioco d’azzardo di fatto porterà solo alla fine del gioco legale e darà spazio a quello illegale. Dire che diminuendo quello legale diminuisce anche quello illegale è un errore. Non faccio il nome, ma gli operatori di mercato sanno che un noto bookmaker aveva centinaia di migliaia di utenti registrati e quando AAMS è riuscito a costringerlo a diventare legale è stato solo che un bene perché i giocatori hanno continuato a giocare, ma questa volta all’interno di regole ben precise, pagando giustamente le tasse proprio all’Italia.

Scommesse e Slot sono due cose totalmente differenti

Prima di partire con le mie proposte su come migliorare i divieti sulla pubblicità sul gioco d’azzardo, è importante capire quali sono i giochi più utilizzati in Italia. Per semplicità parlo di due estremi opposti: le slot e le scommesse sportive. Sono due giochi completamente differenti. Nel primo caso, le slot, la tendenza al gioco ludopatico è molto più comune che nelle scommesse sportive. Le slot per loro natura sono un gioco basato sulla fortuna, dove l’intervento dell’utente è prossimo allo zero, e che crea una forte dipendenza. Il giocatore dello slot è una sorta di automa davanti alla “macchinetta”. Le scommesse invece diminuiscono la componente relativa alla fortuna in quanto sono basate su eventi reali, con persone in carne e ossa che giocano su un campo di calcio, sport preferito dagli italiani e dove è possibile attraverso uno studio avere maggiori chance di vincere. Per questo motivo esistono gli scommettitori professionisti mentre mancano del tutto dei giocatori di slot professionisti.
In termini di raccolta tra tutti i giochi le slot rappresentano oltre il 50% della spesa (10.645 su 20.567), mentre le scommesse sportive rappresentano circa il 6,5% (1.346 su 20.567) della spesa (dati 2017, fonte Agimeg).
Per quanto mi riguarda sono totalmente contrario alle slot, ma capisco che vietarle del tutto è un nuovo assist al mercato illegale, pertanto sono d’accordo sul lasciarle, ma inserendo alcuni limiti di gioco di cui parlerò nell’ultimo paragrafo.

Proposte di paletti per la pubblicità

Fatta questa lunga premessa, e venendo incontro alle intenzioni del governo, direi che sì, è possibile vietare la pubblicità sul gioco d’azzardo, ma solo tenendo conto di alcuni paletti.

1) Escluderei completamente la pubblicità sulle slot
2) Permetterei la pubblicità di scommesse sportive e altri giochi se all’interno di appositi programmi TV o siti Web dedicati
3) Permetterei la pubblicità ai soli operatori presenti fisicamente sul territorio italiano

Altre proposte per evitare l’azzardopatia

Uno dei punti di forza dei giochi in Italia è quella di aver introdotto i limiti di gioco. Il problema di questi limiti è che sono al momento gestiti in maniera superficiale e quindi spesso l’utente li utilizza in maniera errata inserendo limiti molto alti di deposito.
Lavorando su questi limiti è possibile controllare la spesa massima di ogni singolo giocatore pertanto un’idea potrebbe quella di impostare dei limiti di gioco bassi di default, ad esempio una spesa massima di 200 euro al mese per giocatore. Se si vuole superare questi limiti di deposito è necessario avere un conto di gioco attivo da almeno un anno.
Non solo, siamo ormai ben oltre il secondo millenio, con la tecnologia attuale è possibile coordinare i limiti di gioco di tutti gli operatori centralizzandoli sul server AAMS. Intendo dire che è inutile impostare dei limiti di gioco se poi l’utente si può registrare con un altro operatore e inserirne di differenti. L’ideale credo sia invece centralizzare i limiti di gioco in maniera tale che l’utente non possa superare mai quel valore. Ad esempio se c’è un limite di deposito di 200 euro in un mese e l’utente ha già depositato 100 euro con il bookmaker A, non può puoi depositare più di 100 euro sul bookmaker B.
A prescindere dall’entità dei paletti, reputo fondamentale questo passaggio. In questo modo è sicuramente possibile controllare nel dettaglio la spesa massima di ogni singolo giocatore.
Ci deve essere la forza politica per portare avanti questa soluzione tecnologica che è semplice.
Il problema diventa invece il gioco nei punti fisici, dove non viene nemmeno richiesto un documento.
Credo che nelle sale scommesse, ma anche e soprattutto nelle sale slot dove il problema della ludopatia è più presente, sia necessario presentare una tessera collegata al server centrale AAMS per controllare che l’utente non stia depositando più del dovuto.
Questo tra l’altro aiuterebbe anche ad evitare che ragazzi minorenni giochino nei centri scommesse.

Conclusioni

Chiudo dicendo che per limitare al massimo l’azzardopatia si può fare molto, di certo però è sbagliato eliminare completamente la pubblicità. Le mie proposte possono essere prese in esame, migliorate, ma di sicuro c’è una strada, ed è quella tecnologica, che potrà consentire di aiutare le persone di giocare divertendosi, senza mai esagerare. In questo caso sì che lo Stato italiano può fare ancora molto e diventare un punto di riferimento per l’Europa, se invece si eliminerà completamente la pubblicità allora non si farà nient’altro che far felici mercato nero e criminalità organizzata.

Altri suggerimenti in video


Nella prima parte del presente video riprendo i concetti espressi durante la mia sessione live con gli utenti.

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Informazioni sull'autore

Giulio Giorgetti

Amministratore dello storico sito Quote Scommesse Calcio, disponibile all'indirizzo www.QuoteScommesseCalcio.com, il sito con le percentuali di pronostici vincenti più alte al mondo.

Amministratore del sito BettingExchange.it, disponibile all'indirizzo https://bettingexchange.it, il punto di riferimento in Italia per il Betting Exchange (Punta e Banca).

12 Commenti

    • Tecnicamente è possibile, serve solo la volontà politica. Così facendo si salverebbe uno dei maggiori mercati italiani e si tutelerebbero molto di più gli utenti, cosa che con alcol e cocaina non è possibile fare. Esiste la tecnologia, usiamola.

    • Sì, senza pubblicità il sistema del gioco legale collasserà e dare di nuovo vita al gioco illegale. Si tornerebbe indietro di 10 anni.
      Quello che si può fare invece è differenziare le diverse tipologie di pubblicità, eliminare quelle sulle slot che sono il male principale, è tenere quelle su lotterie e scommesse sportive.

  • condivido quasi tutto, credo che però il problema non sia tanto “eliminare o meno la pubblicità”, ma del “che fine fanno tutti i soldi che lo stato incassa dai giochi?”, in che % sono utilizzati per diffondere la cultura corretta del gioco presso i più giovani? dove sta l’educazione anche nella scuola?..ok ci sono alcuni progetti legati al gioco d’azzardo ma sono superficiali…non si distingue la giocata alla slot (pura fortuna) dal poker o dalle scommesse (che hanno componente di abilità)…si mischia tutto sbagliando…concludo dicendo che i veri danni della ludopatia si vedranno tra alcuni anni..del resto molti giocano da pochi anni (a differenza dell’utilizzo di sostanze , del fumo di sigaretta e dell’alcol che sono “storici”), quindi non mi dispiacerebbe una riduzione della pubblicità purchè accompagnata dalla diffusione della “cultura del gioco” , dell'”educazione ludica” , dell’informazione corretta ! mi chiedo però..e davvero qua concludo..”interessano ai book questi temi importanti? allo stato? “..la mia risposta è NO

    • Ai bookmaker interessano, allo Stato pure. Devono solo applicarli. Far collassare una delle maggiori industrie italiane invece di provvedere ad una sua ottimizzazione è sbagliato. Ci perdono sia lo Stato, che i bookmaker, che i cittadini stessi.
      Comunque ripeto, abbiamo la tecnologia per limitare i depositi e con quello è impossibile che un utente si faccia male. Se non si versa, non si può perdere. Possiamo avere un gioco d’azzardo molto più controllato dell’alcol e le droghe dove invece non esiste nessuna tessera per bloccarne l’utilizzo.
      Quindi il primo passo che farei è lavorare in quella direzione, centralizzare i limiti di gioco tra tutti gli operatori a livello centrale, AAMS si assicurerà che nessuno spenda più di una certa somma al mese.
      Nel frattempo continueranno purtroppo invece ad esserci drogati e alcolisti. Per quello bisogna lavorare in altre direzioni. Quindi si dovrebbe capire prima di tutto che il gioco d’azzardo, se regolato in maniera migliore, può essere una opportunità per lo Stato, mentre un discorso completamente diverso fa fatto per fumo e droghe sono da debellare.

    • Spero che intanto lo leggano gli operatori di settore, credo di aver individuato delle chiavi su cui lavorare, delle vie di incontro per tutelare i cittadini, ma allo stesso tempo tenere in vita questo settore e continuare a sottrarlo al mercato nero.

  • Ciao Giulio e complimenti per l’articolo che condivido in pieno, purtroppo questo decreto mi sembra la classica legge all’italiana fatta con superficialità e senza informarsi bene su cosa si sta facendo, si sta facendo come si suol dire ” di tutto un’erba un fascio” rischiando cosi di creare dei seri problemi economici e sociali al paese e di peggiorare invece che risolvere problemi già esistenti. Spero davvero che le tue parole e magari anche quelle di altri competenti nel settore possano arrivare ai piani alti e far riflettere chi sta operando senza sapere quello che fa.

    • Grazie Andrea, lo spero anche io nell’interesse di tutti. Ogni legge dovrebbe prima essere discussa con gli esperti del settore altrimenti si peggiora invece che migliorare.

  • Salve Giulio, un articolo che condivido pienamente soprattutto per quanto riguarda le tue proposte. Anche se personalmente non mi faccio condizionare dagli spot televisivi, anzi al contrario. Ma bisogna tutelare il gioco legale e sopratutto le famiglie ed i giocatori italiani ludopatici.

  • Buonasera Giulio.
    Complimenti per questo tuo articolo che condivido in pieno su tutto, è molto interessante, e con la tua scrittura che ti contraddistingue molto chiaro, diretto e conciso e oltretutto tocca diversi argomenti delicati del nostro paese!!Spero anch’io che arrivi agli operatori di settore!!!!

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