Azzardopatia: limitare pubblicità e centralizzare i limiti di gioco

A

Torno con un articolo specifico su un tema che ho molto a cuore che è la lotta all’Azzardopatia. Chi mi conosce sa quanto da anni stia sostenendo il sistema del gioco legale in Italia che, grazie ad AAMS, è attualmente non solo riconosciuto come il miglior sistema europeo, ma anche un punto di riferimento nel mondo.
Nel presente articolo offro delle soluzioni per limitare al massimo il problema dell’azzardopatia, non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Prima di iniziare parto da un assunto: se la politica eliminerà completamente la pubblicità, senza nessuna regola, senza nessuna distinzione, se si fa di tutta l’erba un fascio, allora state sicuri che tornerà il gioco illegale. Si tratta di un vero effetto boomerang: la politica pensa di fare un bene al cittadino italiano mentre invece lo sta consegnando al mercato nero. Se adesso con AAMS il cittadino è tutelato, senza AAMS il giocatore si farà molto male.

A tal proposito invito tutti a leggere questo articolo COME EVITARE L’AZZARDOPATIA? NON ELIMINANDO COMPLETAMENTE LA PUBBLICITÀ.

Vista la mia esperienza nel settore vi dico quali sono le reali soluzioni che credo possano risolvere definitivamente il problema.
Bisogna lavorare su due variabili: limitare la pubblicità e centralizzare i limiti di gioco AAMS.

Limitare la pubblicità sul gioco

Ho già spiegato che limitare la pubblicità è corretto, ma eliminarla del tutto senza regole significa solo andare a favore del mercato nero e delle mafie che avranno campo libero per operare. Si tornerà indietro di 10 anni, ai tempi dei cosiddetti .com e delle bische clandestine.

Quello che si può fare invece è:
Eliminare completamente la pubblicità delle slot
Permettere la pubblicità delle scommesse sportive, ma solo su contenitori specializzati

Le scommesse sportive sono completamente differenti dalle slot, sono due mondi opposti. Basta parlare con qualsiasi associazione che si occupa di malati di gioco e confermeranno quanto sto affermando.
Le slot sono il male principale e su quello bisogna lavorare. Le scommesse sportive invece possono essere un gioco piacevole. I volumi di gioco parlano di questo: le scommesse sono solo una piccola percentuale del totale giocato, perché non creano quella frenesia e quella dipendenza tipica delle slot. Lo scommettitore fa una giocata e poi ha circa 2 ore per sapere il risultato. Chi gioca alle slot si trova davanti un sistema che porta ad un gioco compulsivo.
Per questo la prima cosa che farei è eliminare qualsiasi forma di pubblicità solo delle slot machine.
Le scommesse sportive invece possono continuare ad essere promosse su specifici contenitori, sia online, che cartacei che televisivi dedicati al mondo dello sport. Vedere ad esempio un banner pubblicitario di un sito di scommesse su un sito generalista o di ricette è sbagliato. Vedere un banner su un sito specializzato nelle scommesse sportive oppure su un sito sportivo lo reputo corretto.
Sono due mondi completamente differenti e questo è il primo punto che andrebbe normato.

Centralizzazione dei limiti di gioco

Credo che sia fondamentale lavorare meglio sui limiti di gioco AAMS. Cosa sono i limiti di gioco? Sono delle limitazioni all’importo che un giocatore può depositare sui siti online. L’idea è fantastica, un giocatore su un sito può impostare un limite di gioco e giocare solo quello. Ad esempio l’utente imposta un limite di deposito di 100 euro al mese e su quel sito non potrà mai versare di più di quella cifra.

Ci sono però degli errori attuali che rendono debole il limite di gioco:
1) Riguarda solo l’online
2) I limiti di gioco non sono centralizzati

Mi spiego meglio: se un giocatore va sul sito di scommesse “ABC” e imposta come limite di deposito mensile massimo 100 euro, può poi andare su un altro sito e mettere come limite di deposito 500 euro.
Non c’è nessun legame tra questi due siti a livello di limiti di gioco.
La mia soluzione è invece quella di far si che i limiti di gioco siano centralizzati a livello AAMS, così che se un utente decide il limite di deposito di 100 euro mensile questo sia sempre valido. Tornando all’esempio di prima se su ABC l’utente ha messo un limite di deposito di 100 euro e ha già versato 50 euro, potrà inserire al massimo su un altro sito altri 50 euro.

Questa soluzione mi sembra geniale e risolve concretamente il problema dell’azzardopatia. Tutela il cittadino che a quel punto avrà un controllo completo dell’importo di gioco mensile. Non potrà mai cadere in tentazione di giocare più di quanto ha deciso.
Applicare questo sistema a livello tecnico è molto semplice per quanto concerne l’online. Una volta che AAMS prepara le direttive è applicabile credo nel giro di 30 giorni o 60 giorni.
Questa sarebbe una svolta nel mondo del gioco che si dovrebbe adottare ed è per questo che spero che la politica colga l’occasione per risolvere davvero il problema dell’azzardopatia.

Non basta però, si può far ancora di più: si possono centralizzare anche i limiti di gioco dell’offline, quindi dei punti fisici. Per far ciò servirà una tessera, io personalmente suggerisco di creare una vera e propria tessera AAMS (quindi scollegandola dalla tessera sanitaria) da inserire in qualsiasi slot e in qualsiasi altra tipologia di gioco fisico. In questo caso modo il giocatore che gioca alle “macchinette” non potrà spendere più di una certa cifra. Si può anche inserire un limite di gioco giornaliero, ad esempio massimo 5 euro, e l’utente non potrà giocare più di 5 euro al giorno, il sistema AAMS lo bloccherà.
Anche qui, mi sembra straordinaria come soluzione. Questo sì che concretamente può risolvere il problema dell’azzardopatia.
Il segreto è quindi sfruttare la tecnologia e l’ottimo lavoro fatto da AAMS per tutelare il giocatore.
Basta centralizzare quindi il monitoraggio a livello centrale sia per l’online che offline. A quel punto sarà impossibile ad esempio che un giocatore che ha scelto di depositare max 100 euro nel mese una cifra superiore.

Un altro vantaggio della centralizzazione dei limiti di gioco e della tessera AAMS è che quando una persona si presenta ad un centro fisico di scommesse dovrà presentare la tessera alla signorina che inserisce le giocate, in questo modo si potrà accertare che sia un maggiorenne.

In questo modo è impossibile che un minorenne giochi d’azzardo. Sappiamo benissimo che con l’online i giocatori sono molto più protetti e controllati, il problema però sono i punti fisici, dove non c’è nessun controllo. Difficilmente ad esempio un operatore potrà distinguere magari un ragazzo di 16 o 17 anni da uno di 18. Presentando la tessera AAMS il problema è risolto.

Naturalmente tutto questo sistema funziona solo se si lavora con AAMS, solo se i siti possono continuare ad operare. Chiaro che se invece si elimina completamente la pubblicità, senza nessuna limitazione, allora tutte queste buone intenzioni salteranno perché si tornerà ad avere una proliferazione di siti illegali e centri scommesse clandestini senza la possibilità di tutelare i cittadini.

Come vedete con una approfondita conoscenza del mercato è possibile trovare soluzioni concrete ed efficaci come quelle da me proposte.

Ci sono poi altre suggerimenti che mi permetto di dare:
limitazione primo anno
ottimizzazione slot

Chiudo dicendo che farei delle ulteriori ottimizzazioni sempre tenendo conto dei limiti di gioco.
Per il primo anno da giocatore, quindi la prima volta che un codice fiscale risulta registrato in AAMS, l’utente non potrà giocare più di una certa somma al mese. Ad esempio per il primo anno non è possibile giocare più di 50 euro al mese.

Un’altra limitazione che realizzerei riguarda le slot, personalmente le odio, ma so che eliminandole si da spazio solo al mercato nero, quindi tanto vale tenerle migliorandole e controllandole meglio. Inserirei la possibilità di giocare il singolo centesimo e toglierei la possibilità di giocare importi superiori ai 10 centesimi. Vedere una persona che in pochi secondi brucia decine di euro perché è possibile piazzare anche 1 euro a singolo giro mi sembra una pazzia.
Altra cosa che farei sulle slot è eliminare il pulsante “automatico”, anche questa mi sembra una cosa assurda. Già il giocatore che utilizza le slot in genere ha un atteggiamento passivo, lasciare la possibilità di lanciare il pilota automatico e veder svuotare il conto senza nemmeno dover pigiare il pulsante ad ogni giro mi sembra un qualcosa di indecente.

Conclusioni

Come vedete è possibile combattere realmente l’azzardopatia. Spero che questo articolo sia condiviso da quante più persone possibile, fatelo girare, fate capire che eliminare la pubblicità del tutto facendo di tutta l’erba un fascio è un errore gravissimo e che la vera soluzione è nella centralizzazione dei limiti di gioco AAMS.

Aggiornamenti

Sto aggiornando tramite i commenti il presente articolo, scorrete in basso per leggerli tutti e vedere i più aggiornati.

Quote

Clicca qui per registrarti a Betflag
Clicca qui per registrarti a Betfair
Il gioco è riservato ai maggiori di 18 anni e può provocare dipendenza.





Iscriviti al mio canale Youtube


Se ti è piaciuto questo articolo condividilo utilizzando i pulsanti qui in basso.

Informazioni sull'autore

Giulio Giorgetti

Amministratore dello storico sito Quote Scommesse Calcio, disponibile all'indirizzo www.QuoteScommesseCalcio.com, il sito con le percentuali di pronostici vincenti più alte al mondo.

Amministratore del sito BettingExchange.it, disponibile all'indirizzo https://bettingexchange.it, il punto di riferimento in Italia per il Betting Exchange (Punta e Banca).

38 Commenti

  • Ciao Giulio, sono completamente d’accordo su tutto quello che hai scritto e che ho letto approfonditamente. Ci vorrebbe una persona competente come te per regolamentare la pubblicità sul gioco d’azzardo.

    • Ciao Alginus, mi fa piacere che tu condivida le mie proposte. Per quanto mi riguarda penso di aver trovato le chiavi giuste per trovare il giusto rapporto tra gestire correttamente il gioco e tutelare le persone. Di sicuro ci sono persone in AAMS più qualificate di me, spero però di aver suggerito la corretta via da seguire.

  • La vedo una cosa assurda, non si guarisce dalla ludopatia annullando la pubblicità dei siti di gioco.
    Io sono d’accordo su una tessera dove la persona ha un credito limitato di gioco.
    Così quando si va a giocare si deve presentare la tessera e non più soldi in contanti.
    Saluti Vincenzo.

    • Sì Vincenzo, è assurdo pensare di risolvere un problema eliminando completamente la pubblicità trattando tutto alla stessa maniera. C’è chi fa il parallelo con le sigarette, peccato che online le sigarette non si siano mai vendute. Un sito Internet se non ha la possibilità di essere pubblicizzato è morto. Mi sembra una grave violazione del diritto, di fatto si uccidono tutte quelle aziende che hanno proprio su Internet il loro business. Considerando che viviamo nell’era di Internet, questa censura assoluta, senza nessun paletto è veramente assurda. Regolamentare la pubblicità online, offrendo a siti specializzati la possibilità di promuovere in maniera corretta i bookmaker è una soluzione che accontenterebbe sia la politica, sia gli operatori. Semplice farlo, basta aggiungere una riga al decreto.

  • Ciao Giulio, mi trovi assolutamente d’accordo. Un attacco generalizzato al mondo delle scommesse non fa che fare il gioco di chi non desidera il controllo. Trovo ragionevole la tua proposta, spero venga accolta.

    • Ciao Emiliano, grazie per aver condiviso il tuo pensiero.
      Purtroppo credo che la politica si sia fatta aiutare da dei cattivi consiglieri, altrimenti mi domando come sia possibile proporre l’eliminazione completa, senza nessuna distinzione tra scommesse e slot, tra online e punti fisici. Ignoranza? Malafede? Credo sia la prima, rimane il fatto che l’eliminazione della pubblicità legale porta alla nuova comparsa di quella illegale e porterà i bookmaker a scappare dall’Italia perché a quel punto la concorrenza sarebbe sleale: i bookmaker legali non possono pubblicizzare, quelli illegali possono continuare a fare quello che vogliono. Si ritornerà come 10 anni fa, AAMS non potrà mai bloccare tutti i siti illegali, ogni giorno ne nasceranno di nuovi e si tornerà con gli utenti che in forum di fanfaroni troverò come bypassare i controlli, aprire conti all’estero con prestanomi.
      Adesso abbiamo una situazione da 10 in pagella in Italia con il controllo AAMS, perché tutti i bookmaker più grandi sono diventati AAMS. Con un decreto come lo leggiamo allo stato attuale, avremo di nuovo bookmaker che scappano all’estero e che prenderanno gli utenti italiani.
      In questo modo non ci sarà controllo, gli utenti potranno farsi male. Molto male.
      Non solo, i soldi degli italiani andranno all’estero perché torneranno ad andare nei bookmaker esteri.
      Insomma, da 10 in pagella si passerà a 4. Uno disastro.
      Le mie soluzioni come ho detto fanno in modo che AAMS continui ad essere da 10 in pagella, ma serve la regolamentazione della pubblicità e una migliore gestione dei limiti di gioco.

  • Ciao Giulio sono perfettamente d’accordo con te, inoltre tornare indietro di 10 anni è tornare ai. com sarebbe un vero disastro. Io che credo di essere il più vecchio della comunità Qsc credo che il proibito abbia un grande fascino sopratutto fra i più giovani con conseguenze catastrofiche. Ciao e grazie per il tuo impegno.

    • Ciao Andrea, grazie per la condivisione del tuo messaggio da saggio.
      Proprio la tua esperienza credo sia ancora più importante perché hai vissuto molti anni nel mondo delle scommesse. L’azzardopatia si combatte con una corretta informazione e con gli strumenti tecnologici. Far scappare i bookmaker da AAMS e farli tornare ad essere “.com” quindi senza nessun controllo è una pazzia.
      I giovani quando vedranno che lo Stato non vuole il gioco, ivi comprese le scommesse sportive, si sposteranno all’estero e sappiamo tutti che se si vuole si bypassa facilmente AAMS.
      Non solo, nel momento in cui muore il gioco legale online in Italia, piano piano morirà anche quello offline. Senza gioco legale in Italia si tornerà al mercato nero e agli strozzini. Insomma lo scenario senza AAMS è terribile. Portare una situazione da 10 in pagella a 4 è un disastro.
      Ho lottato anni per far capire agli utenti i vantaggi di giocare sui .it legali regolamentati da AAMS invece che sui .com. Con questo decreto si butta tutto all’aria. Servono modifiche immediate magari sulla scia delle idea da me proposte, che mi sembrano le migliori per tutelare tutti, dai cittadini, agli operatori allo Stato italiano.

  • Ciao Giulio, sono pienamente d’accordo con te sul discorso pubblicità mentre ho qualche perplessità sul discorso limiti di gioco. Mi spiego : trovo interessante la creazione di una tessera AAMS e concordo sulla centralizzazione dei limiti di gioco ma chi stabilisce i limiti di gioco ? Se è il giocatore che si deve autocontrollare la vedo dura in quanto mi chiedo qual’è il giocatore che si “limita” a 50 euro mensili. Io stesso che non gioco grandi cifre ricordo di aver impostato a suo tempo limiti assurdi per le mie tasche. Se è lo Stato che ti deve imporre limiti allora non so quanto la cosa sia giusta ed equa. Diciamo che non è semplice…..
    Certo la tessera AAMS potrebbe rappresentare una sorta di monitoraggio del popolo dei giocatori e, tracciando i flussi di giocate di ognuno, potrebbe portare in risalto gioco compulsivo e cifre anomale. Ad ogni modo il discorso azzardopatia è complicato e controverso e sebbene sia giusto fare distinzione tra giochi di mera fortuna (lotto,slot,ecc.) e giochi di conoscenze (scommesse e poker) ricordiamoci che non tutti parlano del gioco nel modo in cui lo fa Giulio, pertanto tutti i giochi possono rovinare.

    • Ciao Lombdelboc, mi fa piacere che anche tu condivida le mie idee.
      In merito ai parametri, a quali cifre impostare il massimo volume depositabile in un mese, quello è da approfondire. Il mio obiettivo è stato quello di aver tracciato la strada ad una soluzione che possa tutelare tutti. Quando l’idea è buona, è buona. Poi va naturalmente approfondita, studiata. Il limite minimo mensile io personalmente lo farei addirittura in base alla busta paga, del tipo che puoi depositare al max il 5% del tuo stipendio ogni mese. Questo farebbe sì che solo chi ha un lavoro può giocare, evitando ad esempio che i giovani utilizzino i soldi dei genitori. Capisco che però è una questione estrema, magari ci si arriverà in futuro, ma di certo eliminando la pubblicità completamente il problema non si pone perché cade tutto il sistema AAMS a favore del gioco illegale.
      Si potrebbe anche pensare una via di mezzo, per legge tutti non possono spendere più di una certa somma, ad esempio 50 o 100 euro al mese, se si vuole giocare di più allora si deve dimostrare un certo reddito annuo e comunque la cifra totale da spendere non dovrà mai essere superiore al 5%.
      Come vedi, il principio rimane lo stesso, centralizzare, controllare e limitare grazie agli ottimi sistemi AAMS i depositi effettuati dai giocatori: questa è la chiave per risolvere il problema dell’Azzardopatia.

      Quello che bisogna capire, e dovrebbe essere la politica la prima a capirlo, che la soluzioni da me proposte risolvono realmente il problema. Grazie a quanto ho descritto il fenomeno dell’Azzardopatia, già minore oggi rispetto a quello del fumo, dell’alcol e delle droghe, verrebbe ridotto sulla soglia dello zero.
      Possiamo controllare e limitare i volumi di deposito degli utenti, mentre non possiamo controllare quante sigarette consumano, quanto vino e superalcolici consumano, quanta cocaina prendono. Quindi la domanda è: perché non farlo?
      Evidentemente nessuno ancora ci aveva pensato. Io sì, e più che parlarne, sia in via scritta che in video non posso fare. Non ho contatti con il governo e questo è il mio unico modo di provare a comunicare con loro e con gli operatori del settore.
      Possiamo veramente risolvere il problema dell’azzardopatia con queste soluzioni, mentre sul problema delle droghe, dell’alcolismo e del fumo si dovrà lavorare su altri fattori.

  • Soluzioni intelligenti che però sono valide solo se ad ascoltare ci sono persone capaci di farlo. Del resto il solo fatto di voler cancellare sic et simpliciter tutta la pubblicità denota scarsa, anzi, nessuna conoscenza della materia e improvvisazione.
    Ma poi bisogna fare altre considerazioni:
    1) – come già detto come la mettiamo con le insegne dei centri di scommesse che tra l’altro sono visibili a tutti, basta passarci davanti, basta camminare per strada per vederle.
    2) – una squadra europea che gioca le coppe e che è sponsorizzata, che so, da Bet365, espone sul campo la pubblicità. Bene in questo caso non si può trasmettere la partita?

    Daniele21

    • Sì Daniele, pensando di fare bene il governo in realtà ha inserito nel decreto una proposta assurda. Coloro che sono colpiti sono proprio i bookmaker legali, perché quelli esteri potranno continuare a farsi pubblicità come vogliono. Soprattutto online, se non si lascia la possibilità ai bookmaker di operare, sarà un disastro.
      Vedrai infatti che il governo non farà rimuovere le insegne dai centri scommesse, anche quello sarebbe un grave errore, perché porterebbe ad avere gioco legale e illegale sullo stesso piano: tu immagina due negozi senza insegne, uno con scommesse legali e uno illegali. I cittadini non ci capiranno più nulla, gli sembrerà tutto uguale.
      Online poi come detto le società e i cittadini sono ancor più penalizzati, non potendo promuovere il gioco legale, aumenteranno a dismisura i siti illegali.

  • Ciao Giulio per combattere la ludopatia servono strumenti tecnologici e persone come te competenti in materia . Eliminando completamente la pubblicità si tornerebbe senza dubbio al Totonero con conseguenze catastrofiche sia per i scommettitori che per la legalità delle scommesse e dello sport in generale.

    • Ciao Welcom77, sì è vero. Togliendo completamente la pubblicità, senza nessuna condizione, si incentiverà a dismisura la crescita del mercato illegale a discapito della tutela, salute e denaro dei cittadini italiani.

  • Buongiorno Giulio, come già ti avevo espresso in precedenza, sono pienamente d’accordo sul tuo ottimo articolo, con la tue idee da esperto nel settore sicuramente possiamo veramente ridurre il problema dell’azzardopatia, certo non si risolve eliminando del tutto la pubblicità, anzi questa idea la vedo pessima…. proprio un autogol, e si tornerebbe davvero indietro di 10 anni, e chi l’ha vissuto ne sa già qualcosa!Ma invece la tua idea di regolamentare la pubblicità come hai spiegato dettagliatamente nel tuo articolo la vedo ottima, così come quella di centralizzare i limiti di gioco, sicuramente questa non sara di facile attuazione, ma ci si può lavorare sopra, e cosi facendo si porterebbe ad avere tutta la situazione sotto controllo, e sicuramente così si può ridurre il problema, spero che sia il tuo articolo che il tuo video arrivino a chi di dovere, dal canto mio quello che posso fare oltre a condividerlo e cercare di girarlo a più persone possibili, in modo che si possono mettere in pratica questi miglioramenti!!!

    • Grazie Claudio, sì credo fermamente che le mie idee, regolamentazione della pubblicità e centralizzazione dei limiti di gioco sia online che offline, siano le vere soluzioni per combattere l’Azzardopatia. Potremmo essere i primi al mondo a fare una cosa del genere.

  • Ciao Giulio, quello che hai scritto è pura verità. Il proibizionismo non ha mai funzionato in nessun ambito e di certo non funzionerà nel mondo delle scommesse sportive. credo che se i book non avranno strumenti per farsi conoscere e per attirare nuovi clienti non tarderanno ad abbandonare il mercato Italiano ed a quel punto, l’utente ormai abituato al mondo delle scommesse online li seguirà… Posso condividere la limitazione della pubblicità , magari escludendola da alcune fasce orarie o da alcuni “canali” facilmente accessibili ai minorenni, ma escluderla completamente dal mercato non va bene. Per le slot, le considero delle macchinette “mangaisoldi” e per quel che mi riguarda le abolirei completamente. Sono favorevole alla tua proposta di limitazione centralizzata, meno invece ai limiti imposti ai nuovi giocatori. L’argomento comunque è complesso e dovrebbe essere trattato come tale nelle sedi opportune che non dovrebbero avere fretta e incorrere nell’errore di emanare leggi veloci e mal fatte…. saluti

    • Ciao Giovanni,

      sì, il proibizionismo è deleterio, un vero e proprio autogoal. Distruggere il gioco legale fa un assist a Cosa Nostra, ‘ndrangheta, Camorra che staranno già li a fregarsi le mani aspettando che accada.
      In merito alle slot machine anche io le odio, ma so che eliminarle del tutto è peggio. Anche in questo caso sarebbe una forma di proibizionismo e le mafie aumenterebbe le bische clandestine. Meglio averle, ma con limitazioni di gioco e senza il pulsante “automatico”.

  • Tutto giustissimo Giulio! Non si rendono conto che senza distinguere tra scommesse dove la persona conta e altri giochi dove è puro caso o fortuna, distruggono una passione e un grande divertimento. Farà molti danni questa scelta illogica che stanno facendo.

    • Ciao Giampiero, sì vero. Comunque spero che di aver dato delle soluzioni per uscire da questo pantano: la politica non vuole tornare indietro per farsi vedere forte, ma deve capire che sta sbagliando. La politica deve capire che ha sbagliato e che deve migliorare questo decreto.
      Il governo dice che non vuole che il Parlamento “annacqui” il decreto. Forse sfugge, per buona fede, che se ci sono degli errori vanno corretti e la politica è il posto giusto per farlo.

  • Sono d’accordo col discorso generale. L’idea di un limite centralizzato, legato a un codice AAMS personale e univoco, funzionerebbe meglio e sarebbe più giusta. A patto che i limiti siano stabiliti dal singolo utente in base alle sue volontà e ai suoi bisogni.
    Sulla pubblicità, invece, devo dire che non credo sarebbe molto utile cancellare quella del gioco d’azzardo (o solo delle slot). Per chiarire: non parlo certo da appassionato. Ma spesso i casinò e le scommesse sportive operano su piattaforme contigue se non proprio identiche. Io agirei sulle pubblicità obbligandole a essere meno ingannevoli. Lo sappiamo tutti, credo, che nelle scommesse sportive a contare è soprattutto l’abilità dello scommettitore mentre nel gioco d’azzardo è tutta questione di fortuna e, comunque, il gioco è sempre statisticamente a favore del banco. E allora: al bando quelle pubblicità che attirano utenze con promesse di facili vincite, di ricchezza istantanea, etc, etc. E dietro alle quali spesso si nascondono meccanismi che creano una dipendenza vera e acuta, a volte proprio in modo spudorato e indecente, come dici anche tu nell’esempio delle slot.

    • Sì Dush, sarebbe veramente fantastico centralizzare e tecnicamente è più che fattibile. Sulla pubblicità la mediazione tra la volontà politica e quella dei bookmaker è la strada migliore. Lasciarla solo a certi orari, solo su siti o programmi TV specializzati, e solo sulle scommesse sportive potrebbe essere un’ottima soluzione.

  • Ciao Giulio, condivido al 100% tutto ciò che hai detto in questo splendido articolo, ritengo che chiunque lo legga debba per forza farsi delle domande sul fatto che sia giusto o meno togliere completamente la pubblicità. Il problema secondo me è che il governo ha paura che aggiustando il decreto gli elettori pensino che stanno facendo un passo indietro. Spero comunque che la logica abbia la meglio sull’ orgoglio e che si rendano conto dell’errore incredibile che stanno facendo.

    • Sì Andrea, il problema è proprio questo. Il governo ha fatto questo decreto, senza ascoltare il settore. Non si tratta di lobby come vogliono far credere loro, ma di persone che sanno fare il loro mestiere. Io non faccio parte di nessuna lobby, ma come ormai è evidente ho avuto modo di spiegare che la proposta di eliminare completamente pubblicità è una visione ottusa.
      Questa chiusura mentale è pericolosa, se si ragiona in questo modo dobbiamo aver paura di un governo che di fatto abbiamo eletto noi stessi. Abbiamo eletto questo governo per farci governare con leggi giuste, le leggi possono essere modificate fino a che si è in tempo, in pieno spirito democratico, trovando sempre le migliori soluzioni.

  • Buongiorno, sono in totale accordo sulle idee espresse nell’articolo, spero non facciano una legge che dia nuovamente spazio al gioco illegale

    • Ciao Massimo, vero, invece di contrastare l’azzardopatia, l’eliminazione completa della pubblicità la favorisce perché aumenta l’illegalità.
      Lo stanno dicendo tutti da chi si occupa di antiriciclaggio a Confindustria, per non parlare naturalmente di tutti gli operatori legali. Gli unici che sono già pronti a stappare una bottiglia di champagne sono i bookmaker illegali con licenza in paradisi fiscali, per loro sarà una manna dal cielo.
      Spero vivamente che chi sta commettendo questo errore così grave ascolti. Tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi è da sciocchi. Le parti vanno ascoltate tutte, anche contemporaneamente.
      Le stesse associazioni che si occupano di lotta al gioco d’azzardo devono infatti capire che uccidere il gioco legale favorisce quello illegale. Adesso una persona che entra in una sala scommesse gioca con un bookmaker sicuro e autorizzato da AAMS, con questo decreto invece ci aspetta un futuro dove il giocatore entra in una bisca clandestina gestita dalla mafia.
      Per non parlare del web, l’eliminazione della pubblicità porterà ad un caos totale, peggiorando quindi il rischio di azzardopatia perché i giocatori andranno non puoi sui siti legali .it, ma quelli illegali .com. Oltre a perdere soldi da un punto di vista economico e fiscale lo Stato si vedrà aumentare i malati di gioco, perché sui quei siti c’è l’anarchia, nessun limite di gioco. A quel punto siamo sicuri che le associazioni che si occupano di malati di gioco vogliano uccidere il gioco legale? Credo proprio di no. Quindi in piena democrazia, spero che si siedano subito al tavolo. Capendo poi che ormai politicamente chi si è esposto troppo, non può facilmente tornare indietro, la soluzione è limitare, non eliminare completamente. La virtù è nel mezzo.

  • Interessante intervento di oggi da parte di Gianni Petrucci, ex presidente del CONI e attuale presidente della FIP, “Le scommesse sportive sono nate per combattere il toto nero. Inizialmente riguardavano solo il calcio, poi anche il basket e poi via via in parte anche altre discipline. Lo Stato riconosce ufficialmente le scommesse sportive, ma adesso non si capisce perché si debba proibire la pubblicità di un’attività prevista dallo Stato con notevoli conseguenze economiche nel calcio e nel basket, ma anche in altre discipline. Sarebbe un provvedimento davvero penalizzante per le realtà sportive professionistiche“.

    L’intervento di Gianni Petrucci è in linea con le mie proposte. In merito alla pubblicità ho sempre detto infatti che va regolamentata e non eliminata, in particolare è importante distinguere due mondi completamente diversi: le scommesse sportive e le slot machine.
    La pubblicità sulle scommesse sportive può rimanere, mentre quella sulle slot è possibile eliminarla.

  • La Commissione Europea ha raccomandato ai Paesi membri una regolazione della pubblicità che sia contenuta e strettamente limitata a quanto necessario, al fine di canalizzare i consumatori verso le reti di gioco controllate, e ha affermato che le comunicazioni commerciali sui servizi di gioco d’azzardo online possono svolgere un ruolo importante nel orientare i consumatori verso offerte permesse e controllate». Lo ricordano i tecnici del Mef nella relazione tecnica che accompagna il decreto Dignità, da oggi all’esame delle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera

    Fonte: Agipronews, 16/07/2018

    Come è possibile vedere anche la Commissione Europea segnala l’importanza della pubblicità sul gioco legale, come ricordano i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

  • Aggiornamenti del 27 luglio 2018. Oggi sono due aggiornamenti importanti:
    1) nel decreto in fase di definizione è stato inserito l’obbligo di inserire la tessera sanitaria all’interno delle slot. Anche se in parte si avvicina a quanto da me suggerito, è una scelta sbagliata. Io ho escluso volutamente la tessera sanitaria perché serve solo a sapere se una persona è maggiorenne mentre quello che ci vuole è una vera e propria tessera AAMS che non solo aiuti a dimostrare che il giocatore è maggiorenne, ma anche a controllare i limiti di gioco che, ripeto, vanno centralizzati a livello statale. L’utente deve giocare al massimo la cifra da lui scelta a prescindere se sia online o offline.

    2) il secondo aggiornamento è un’intervista di Agimeg molto interessante a Giovanni Garrisi, CEO di Stanleybet, che fa notare come sia necessario differenziare tra scommesse e altri giochi. La pubblicità sulle scommesse sportive può rimanere in quanto gioco di abilità. Questo concetto è in linea con quanto da me proposto. Riporto di seguito l’intervista.

  • “La parola ‘dignità’ fa pensare a concetti come ‘responsabilità, ‘senso della misura’, ‘equilibrio’, ‘proporzionalità’, ‘ragionevolezza’: principi assenti dal decreto, denominato ‘dignita’ proposto dal governo”. Sono le parole preoccupate di Giovanni Garrisi, Chief Executive di Stanleybet, società di betting e gaming operante in tutta Europa e in Italia, nel corso di una intervista rilasciata ad Agimeg. “Se i principi di base che hanno ispirato il Governo sono a mio parere pienamente condivisibili” – prosegue Garrisi – “il testo presentato in aula manca l’obiettivo. In materia di gioco, ma non solo, il ministro Di Maio ha fatto riferimento alle lobby e ai poteri forti scatenati contro il Decreto. Confesso che, dopo aver combattuto tutta la mia vita professionale contro questi poteri forti, che ben conosco, non posso che tributargli la mia simpatia e piena solidarietà. Ma lo invito a riflettere: una attività legittima non può subire un taglio totale della pubblicità. Si tratta di una scelta che viola il principio di legalità. La mia esperienza mi consente di dirgli che questa scelta non reggerà all’impatto dei tribunali, a cui necessariamente le aziende del settore dovranno rivolgersi. Io riconosco che in linea di principio il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo non può che essere condiviso. Tuttavia il TAR Liguria, ad esempio, ci ha appena detto, con sentenza di 2 giorni fa, che per le agenzie di scommesse non valgono i limiti di vicinanza ai luoghi sensibili.

    Infatti le scommesse che vengono offerte nei negozi dello stato sono considerate giochi di abilità, non giochi di azzardo. Quindi un primo passo di ragionevolezza potrebbe essere di non assoggettare al divieto di pubblicità anche le agenzie di scommesse sportive, che sono Concessionari dello Stato con licenza di polizia, non delinquenti. L’installazione di macchine da gioco e’ una attività legittima esercitata sotto forte controllo del Regolatore ADM e delle forze di polizia. Perché non consentirne una limitata pubblicità, in modo limitato e con regole nuove a protezione delle categorie deboli?

    La pubblicità per i negozi di scommesse o per il gioco online su concessione ADM non comporta alcun rischio per l’utente, ed è soggetto a stringenti controlli per impedire l’infiltrazione della criminalità e attività di riciclaggio. Da ultimo una riflessione: impedire l’attività lecita può avere gravi riflessi sulla legalità del settore che una volta era completamente fuori dal controllo dello Stato. Oggi tutto e’ fortemente controllato. Il divieto di pubblicità dovrebbe essere proporzionale alla pericolosità effettiva delle single attività. Un divieto al 100% assoggetterà la norma ad una bocciatura futura al 100%. Perché sottoporre un’industria che tanto ha contribuito alle entrate dello Stato ad una simile immeritata punizione. E’ un’ingiustizia e il settore non se la merita, in questa forma totalitaria che è stata proposta. La Stanley, se il decreto dovesse essere approvato senza modifiche, si impegna in favore di tutti, per una battaglia di ripristino della legalità attraverso i tribunali della Repubblica”.
    Fonte: Agimeg, 27 luglio 2018

  • Ciao , Giulio ho scoperto da poco il tuo sito.
    Devo dire che questi tuoi suggerimenti sono molto intelligenti, ma di difficile attuazione perchè richiederebbero uno sforzo notevole che nessuno ha intenzione di affrontare, ancor meno perchè non porta profitto.
    Pientamente d’accordo sul discorso SLOT, chiamate non a caso “mangiasoldi”.
    Mi piacerebbe inoltre che per ogni book online, come è già presente nella sezione “casinò” ci potesse essere una versione DEMO anche per le scommesse classiche. (cosa che si può fare su fairbot per betfair)…in modo tale che tanti inizino a giocare realmente, senza usare soldi veri e vedere se dopo 1 mese sono “sotto o sopra”.
    Per il discorso pubblicità sinceramente sono combattuto…è come per le sigarette, una cosa che crea dipendenza – nonostante tutti gli avvertimenti del caso- non so quato debba essere pubblicizzata.
    E’ giusto il discorso della pubblicità confinata solo in certi canali, ma se io mi guardo una partita in pay e prima di iniziare ho 3-4 spot di gente che mi da il marcatore a tot, o il risultato esatto…nelle menti deboli magari si risveglia l’impulso e la voglia di “buttare ” 2 euro.
    Non so, non trovo ancora una giusta soluzione per quest’ultima parte.

    • Ciao Teuz, mi fa piacere che apprezzi i miei suggerimenti, colgo l’occasione per rispondere alle tue osservazioni.
      Dire che richiederebbe “sforzi notevoli” è falso, anzi, è molto semplice.
      Centralizzare i limiti di gioco è un gioco da ragazzi proprio perché AAMS ha già tutto predisposto, quindi tecnicamente ho già stimato in circa 1 o 2 mesi i tempi tecnici per fare sì che sia tutto centralizzato a livello online e non esistano più parametri differenti per bookmaker differenti. Se un utente decide di depositare al massimo 200 euro in un mese questo sarà un valore unico per tutti i bookmaker.
      A livello offline ci vorrà più tempo, ma è una soluzione a carico degli operatori che possono ben volentieri realizzare perché li aiuterà a rimanere attivi sul mercato e a controllare meglio i propri giocatori. Sono gli operatori stessi che non vogliono persone che giocano troppo, perché è meglio avere un profitto basso e costante che avere delle persone che si rovinano. Il problema sono invece quella percentuale di proprietari di bar e tabacchi disonesti che staccano le macchinette da AAMS. Naturalmente quei personaggi non fanno nulla per tutelare gli utenti.
      Tieni conto poi che come ho scritto al momento si parla di inserire la tessera sanitaria, cosa che come ho già spiegato nei precedenti commenti, è lontana dalla soluzione da me proposta e che realmente risolverebbe il problema. Con la tessera sanitaria infatti puoi controllare solo l’età dei giocatori e non i limiti di gioco. Serve invece l’istituzione di una vera e propria tessera AAMS centralizzata.
      Tornando al discorso costi, predisporre le macchinette per inserire la tessera sanitaria, ha lo stesso costo che predisporla per la tessera AAMS. Allora perché non realizzare subito la tessera AAMS che è una soluzione molto più intelligente e che veramente contrasterebbe in maniera definitiva il gioco patologico? Con la tessera AAMS il giocatore sarà sempre all’interno di limiti di gioco bassi e potrà divertirsi come se fosse un qualsiasi altro hobby.
      In merito al discorso sigarette ti invito a rivedere video e commenti in quanto è un tema già trattato. Chi paragona il divieto della pubblicità sui giochi a quello sulle sigarette commette un errore clamoroso. Sono due cose completamente differenti. Le sigarette prima di tutto creano dipendenza in maniera diversa dal gioco, si tratta di una vera e propria sostanza che ti entra nel corpo, il gioco è invece una passione che, come tutte le cose, se portato all’estremo ti fa male. Anche giocare ai videogame fa male se lo fai per troppe ore e anche quella è ludopatia. Non mi sembra che ci sia il divieto di pubblicità di videogame.
      Se l’obiettivo è poi quello di diminuire i volumi di gioco i malati di gioco con il divieto della pubblicità, si va in direzione completamente opposta. I dati parlano di un incremento dei fumatori, quindi allo stesso modo ci sarà un aumento anche di chi utilizza i giochi, il problema gravissimo però che ancora non ha capito chi ha fatto questa legge è che aumenterà il gioco illegale. Quindi se adesso è ancora possibile ottimizzare il sistema centralizzando i limiti di gioco, nel momento in cui il gioco legale andrà morendo aumenteranno quelli illegali. Aumenteranno i siti non AAMS, aumenteranno le slot non attaccate ad AAMS e in generale si tornerà a quel caos che c’era 10 anni fa con siti che accettano giocatori minorenni, senza limiti di gioco dove la gente si rovina sul serio. Non solo, una cosa è una slot attaccata ad AAMS e controllata con limiti di gioco e una cosa è una macchinetta illegale gestita dalla mafia dove prima il giocatore perde i soldi, poi viene avvicinato dallo strozzino che lo fa “cornuto e mazziato”.
      Ultima cosa ancora più importante è poi che le sigarette non si comprano online, mentre invece il mondo dei giochi si sta trasferendo sempre più online. Ci sono aziende che lavorano solo online perché è quello il trend. Siamo nel 2018, siamo nell’era digitale ed è normale che sia così. Giocare online è anche meglio perché è più facile controllare e centralizzare, i maggiori problemi derivano invece dal gioco offline, dalla famose macchinette dei bar.
      Senza la pubblicità un sito Internet come fa a promuoversi? Impossibile. Quindi di fatto si va ad uccidere tutte quelle aziende che hanno investito sul futuro, sulla tecnologia. Queste aziende che hanno una regolare licenza AAMS saranno costrette man mano a scappare dall’Italia e lasciare spazio ai siti illegali di cui parlavo prima. Insomma il caos.
      La cosa quindi è molto grande e le soluzioni da me proposte, come quello limitare la pubblicità alle sole scommesse sportive che sono giochi di abilità completamente differenti dalle slot, risolvono realmente il problema dell’azzardopatia a differenza di questo proibizionismo scellerato.
      L’altro suggerimento è per l’appunto l’introduzione dei limiti di gioco centralizzati per online e offline. Sono due idee semplici, a basso costo. Serve solo l’intelligenza per applicarle.
      In questo modo sono tutti tutelati: dai cittadini che possono giocare in maniera moderata e controllata, agli operatori che potranno continuare a lavorare, allo Stato che potrà continuare a guadagnare.
      Altro che sigarette, quelle sì che fanno male davvero. Altra cosa, perché nessuno parla dell’alcol o della droga? Il primo è legale in Italia, può essere promosso, eppure fa dei danni 100 volte maggiori del gioco. Perché non si elimina la pubblicità sul vino italiano?
      Vedi, torniamo sempre allo stesso punto, le cose bisogna farle per bene altrimenti con la propaganda e il fanatismo politico questo Paese andrà allo sfascio.

  • Aggiornamento del 30 Luglio 2018
    Ancora, di nuovo, arrivano forti segnalazioni al Parlamento avvisando che l’eliminazione completa della pubblicità favorirà solo le attività illegali e aumenterà il problema della ludopatia/azzardopatia.
    Sono cose che già ho detto, che in molti hanno già ripreso, ma che vale la pena continuare a segnalare prima che la politica, nel tentativo di fare bene all’Italia, in realtà commetta un gravissimo errore che andrà a discapito di cittadini e imprese italiane.

    “L’associazione italiana degli operatori del gaming online (LOGiCO) e l’European Gaming and Betting Association (EGBA) hanno inviato una lettera congiunta ai parlamentari italiani esprimendo preoccupazioni significative circa l’impatto del divieto della pubblicità per le società che operano nel settore del gaming. Proprio in queste ore si sta infatti discutendo alla Camera il Decreto Dignità, che all’articolo 9 prevede lo stop alla pubblicità dei siti con licenza italiana.

    Ecco il testo integrale della lettera

    Onorevoli Deputati,
    Il Parlamento italiano sarà invitato a dibattere sul divieto di pubblicità sui giochi e scommesse con vincite in denaro, disposizione prevista dall’art. 9 del “Decreto Dignità”. L’European Gaming and Betting Association (EGBA), associazione con sede a Bruxelles che rappresenta operatori di gioco online operanti regolamentati e residenti in Europa, e la Lega Operatori di Gioco su Canale Online (LOGiCO), ritengono l’obiettivo della proposta di ridurre la dipendenza dal gioco nobile e condivisibile e desiderano porre alla Vostra attenzione le proprie preoccupazioni sull’impatto del divieto e sui suoi effetti collaterali non intenzionali.

    La maggior parte delle persone in Italia, come altrove in Europa, effettua scommesse online o gioca a tornei di poker per divertimento, agendo in modo responsabile. Tuttavia, il problema del disturbo del gioco d’azzardo, stimato nell’1-2% dei giocatori nell’UE, è un serio problema di salute pubblica che può influenzare gravemente e negativamente i giocatori e i loro cari e certamente richiede importante ed ulteriore attenzione. È imperativo che tutti i soggetti interessati – parlamentari, regolatori, operatori di gioco, associazioni di consumatori e a tutela della salute – collaborino più strettamente e molto più rigorosamente, in Italia e altrove, a soluzioni adeguate a questo complesso problema. Tuttavia, sebbene un divieto totale di pubblicità possa sembrare una misura ovvia, è lontano dall’essere una soluzione: avrà in realtà effetti controproducenti.

    Il divieto spingerà più consumatori verso siti web non regolamentati e privi di tutele

    Un obiettivo importante della pubblicità per il gioco è informare e indirizzare i clienti italiani verso operatori di giochi autorizzati a operare e ad osservare la regolamentazione Italiana. Ciò è particolarmente vero per quanto concerne il gioco online, per il quale è stato recentemente introdotto il Registro Unico delle Autoesclusioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che consente a qualunque cittadino italiano di escludersi dal gioco d’azzardo legale, inibendo automaticamente l’uso dei propri conti gioco, nonché nuove aperture, presso i Concessionari ADM. Senza pubblicità, il gioco d’azzardo del mercato illegale non farà altro che prosperare: i consumatori italiani non saranno informati o guidati verso siti web autorizzati in Italia ed allontanati invece da operatori privi di concessione ADM – incrementando la quota di clienti italiani che accedono a siti Web non sono autorizzati in Italia. A seguito di un divieto totale sulla pubblicità del gioco, più giocatori italiani giocheranno su siti web che non offrono le medesime tutele previste per la protezione di consumatori italiani, al di fuori del perimetro e dell’influenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dei fornitori di assistenza sanitaria.

    Il dibattito sul ruolo della pubblicità non ha luogo solo in Italia. In tutti i paesi europei vi sono regole e restrizioni sulla pubblicità del settore. La stessa Commissione europea ha emanato una Raccomandazione agli Stati Membri intitolata “sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo on line e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line”, contenente raccomandazioni specifiche sulla regolamentazione della pubblicità. È importante sottolineare quanto la Raccomandazione afferma: “La comunicazione commerciale dei servizi di gioco d’azzardo online può svolgere un ruolo importante nel canalizzare i consumatori verso un’offerta che autorizzata e regolamentata“. Il ruolo della pubblicità per informare, guidare e proteggere in ultima analisi il consumatore è fondamentale, è anche per questo motivo che nessun altro Stato membro dell’UE ha introdotto un divieto totale di pubblicità; piuttosto sono state previste misure specifiche per limitare la pubblicità, al fine di proteggere i minori e le persone vulnerabili dall’essere presi di mira o soggetti alla pubblicità.

    L’industria supporta fortemente l’adozione di linee guida volte ad una pubblicità responsabile
    EGBA e LOGiCO sostengono fortemente le misure volte a reprimere la pubblicità irresponsabile del gioco d’azzardo al fine di proteggere i consumatori, in particolare i minori e coloro che sono vulnerabili. Tuttavia, siamo convinti che un divieto totale della pubblicità non raggiungerà gli obiettivi prefissi e spingerà i consumatori italiani verso un mercato non regolamentato e non tutelante. Piuttosto che discutere un divieto completo di pubblicità, chiediamo al Parlamento ed al Governo italiano di discutere su modi e misure specifiche per proteggere al meglio persone vulnerabili ed i minori dalla pubblicità aggressiva ed ingannevole. La regolamentazione della pubblicità dovrebbe essere supportata da studi e ricerche scientifiche, come già avvenuto in altre giurisdizioni europee (e.g. Studio della UK Gambling Commission – Young People and Gambling, 2016). Questo è un dibattito importante in cui gli tutti gli operatori online, ivi compresi coloro che sono rappresentati da EGBA e LOGiCO, dovranno assumersi le proprie responsabilità. Siamo pronti a farlo.

    Chiediamo pertanto il vostro sostegno per emendare il “Decreto Dignità”, rimpiazzando il divieto totale sulla pubblicità con misure specifiche, finalizzate a garantire la protezione di persone vulnerabili e dei minori.

    Con la presente, cogliamo l’occasione per porgerVi i nostri più

    Cordiali saluti

    Maarten Haijer (Secretary General EGBA)

    Moreno Marasco (Presidente LOGiCO)

    Fonte: Agimeg

      • Esatto Andrea. Serve per informare, guidare e anche per far sopravvivere il gioco legale che soprattutto online, se non ha modo di fare pubblicità verrà ucciso. Se rimane il divieto totale della pubblicità, senza fare distinzione tra scommesse sportive e slot, sarà un clamoroso autogoal che farà danni allo Stato italiano, dai cittadini che non avranno tutele, alle imprese che hanno una regolare licenza AAMS che saranno costrette a chiudere e lasciare il passo a quelle illegali.

  • Purtroppo il decreto è stato confermato con il divieto assoluto di pubblicità sul gioco d’azzardo. La cosa brutta è che il governo non ha voluto ascoltare le parti, non si è seduto al tavolo con gli operatori e le associazioni di categoria. Premesso che politicamente un atteggiamento del genere crea un brutto precedente, reputo infatti fondamentale in una democrazia sentire sempre tutte le parti, rimane il fatto che questa legge credo sia fatta malissimo. Il mio stesso pensiero è di fatto condiviso da tutti, solo il governo pensa che sia giusto. Non ho infatti sentito nessun operatore, nessuna associazione fare le lodi di questa legge.
    Portare il proibizionismo sul gioco d’azzardo ha come unico effetto l’aumento del gioco illegale e quindi diminuiscono le tutele per i cittadini. Quindi non solo lo Stato non incasserà più i soldi da parte dei giocatori, ma saranno gli stessi cittadini a cadere nelle mani del gioco illegale e delle mafie.
    In questi settimane già stanno aumentando le pubblicità dei siti illegali che stanno già acquisendo cittadini italiani portandoli via dal gioco legale. Dopotutto ora che la pubblicità sul gioco legale in Italia è vietata, hanno campo libero i siti senza scrupoli che a braccia aperte sono pronti ad acquisire utenti italiani su siti che magari hanno licenze, o pseudolicenze, in qualche paradiso fiscale.
    Non solo, avevo detto che la tessera sanitaria serve a nulla, quello che serve è una tessera AAMS. La tessera sanitaria serve solo per sapere se l’utente è maggiorenne, mentre la tessera AAMS da me proposta permette di evitare che l’utente si rovini. Quindi spero che al più presto il buon senso e la democrazia vincano sugli errori: permettere agli operatori legali di promuovere in maniera corretta il gioco, in particolare le scommesse sportive, inserire una tessera AAMS e centralizzare i limiti di gioco le reputo le migliori soluzioni. Spero che quanto prima ci si accorga degli errori commessi e si proceda verso queste direzioni.
    Viva l’Italia, viva la democrazia!

  • Tutto giusto quello che dici e che tutti noi sappiamo, il problema è sempre lo stesso, ovvero chi ha fatto la legge non sa nemmeno di cosa parla, è del tutto ignorante in materia. E’ un decreto ideologico, come del resto tutto l’indignità, fatto solo per recuperare visibilità su chi invece si stava dando seriamente da fare.
    Purtroppo hanno ragionato male, ma confido nel fatto che trattandosi di una legge incostituzionale verrà impugnata dalle aziende che comunque hanno pagato per avere la licenza e che ora si vedono penalizzate.

Quote Scommesse Calcio

Commenti recenti

Articoli recenti

Categorie

Altri siti